* Comune: Erice
* Provincia: Trapani
* Regione:Sicilia
* Coordinate: 38°2′0″N 12°32′0″E / 38.03333,
« Sulla vetta più alta inciela una medievale borgata irta di torri. È il piccolo borgo di Erice, dominato una volta dal più famoso tempio della dea più famosa…Venere,… con la sua cinta fortificata, con le sue strade accuratamente selciate. » (Con queste parole Roger Peyrefitte descriveva Erice nel 1952.)
Erice (Eryx) (Èrici o U Munti in siciliano) è un comune dell’Agroericino di 28.880 abitanti della provincia di Trapani, sull’omonimo Monte. Erice era anche il nome di un personaggio mitologico ucciso da Ercole. Fino alla fine della seconda guerra monadiale era denominato Monte San Giuliano.
Geografia : Cuore del comune è il capoluogo che sorge sull’omonimo “monte”. Fino agli anni ’30 si chiamava ‘Monte San Giuliano’. Un tempo era uno dei comuni più estesi della Sicilia, comprendeva infatti territori assai distanti dal capoluogo: Valderice, Custonaci, Buseto Palizzolo e San Vito Lo Capo. Diverse le frazioni che completano il territorio, alle falde della montagna madre (Casa Santa, Roccaforte, Rigaletta, Tangi, Ballata, Napola, Pizzolungo, ecc.) A Erice sono rimasti solo poco più di trecento abitanti, che si decuplicano nel periodo estivo. Artigianato caratteristico: ceramica. Dolce tipico: Genovese alla crema, dolce di pastafrolla con zucchero a velo sulla parte superiore(possibilità di gustare anche la variante con ricotta) e “Mustaccioli”, antichi biscotti fatti nei conventi di clausura.
Storia e origini : Secondo Tucidide, fu fondata dagli esuli troiani, che fuggendo nel Mar Mediterraneo avrebbero trovato il posto ideale per insediarvisi; sempre secondo la leggenda], i Troiani avrebbero poi dato vita al popolo degli Elimi. Fu contesa dai Siracusani e Cartaginesi sino alla conquista da parte dei Romani nel 244 a.C.
Virgilio la cita nell’Eneide, con Enea che la tocca due volte: la prima per la morte del padre Anchise, un anno dopo per i giochi in suo onore. Virgilio nel canto V racconta che in un’epoca ancora più remota vi campeggia Ercole stesso nella famosa lotta col gigante Erice, precisamente nel luogo dove poi si sfidarono al cesto il giovane e presuntuoso Darete e l’anziano Entello.
In antico, insieme a Segesta, che parrebbe di fondazione coeva, era la città più importante degli Elimi, in particolare era il centro in cui si celebravano i riti religiosi.
Durante la prima guerra punica, il generale cartaginese Amilcare ne dispose la fortificazione, e di qui difese Lilibeo. In seguito trasferì parte degli ericini per la fondazione di Drepanon, l’odierna Trapani.
I Romani vi veneravano la “Venere Ericina”, la prima dea della mitologia romana a somiglianza della greca Afrodite.
Scarse, o quasi nulle, sono le notizie della città e del santuario nel periodo bizantino, restando comunque economicamente attiva. Denominata Gebel-Hamed con l’occupazione araba dell’831, la rocca viene successivamente rinnovata nel periodo di stabilità normanna con la ristrutturazione delle antiche porte di età elimo-punica e l’apertura di tre porte (Trapani,Carmine e Spada) e la costruzione di un castello nell’area dell’antico santuario. Conseguentemente ripopolata la nuova cittadella Monte San Guliano, ribattezzata nel 1167 sempre dai normanni, acquista prestigio anche con la costruzione di nuovi edifici civili e religiosi. Da ricordare è anche la poco pacifica convivenza con i dominatori spagnoli, culminata con una rivolta popolare assai feroce. Nei secoli successivi si inseriscono nuovi ordini reigiosi che acquistanto sempre più potere nell’area trapanese con un carattere conservatore. Gli interventi urbanistici si rivedono nell’800 con l’edificazione di nuovi pallazzi signorili e la ristruttrazione della piazza centrale, dedicata successivamente ad Umberto I. La città tende comunque a conservare gelosamente il fascino di una cittadina medievale.
A partite dal XVI secolo si svolge la rappresentazione del misteri in occasione del Venerdì Santo, emulando quella trapanese, in misura ridotta ma molto suggestiva. Sostituendo la rappresentazione scenica teatrale con statue in legno attorno all’800, i misteri vengono condotti a spalla, seguendo sempre il percorso originario.
Nel 1934 riprende il nome di Monte San Giuliano, sostituito un’ultima volta con “Erice” con la caduta del regime fascisa. Dal 1957 si organizza ogni anno, nel periodo primaverile, una gara automobilistica di cronoscalata, denominata gara in salita di velocità, per la quale esistono anche un campionato italiano e un campionato europeo. Sui tornanti che partono da Valderice e raggiungono la vetta dell’omonimo monte, sfrecciano a tutte velocità vetture moderne, storiche, prototipi da competizione e vettura formula, cirocondati da sportivi e appassionati e, naturalalmente, da uno sfondo mozzafiato.
Dal 1963 è sede del Centro di cultura scientifica Ettore Majorana, istituito per iniziativa del professor Antonino Zichichi, che richiama gli studiosi più qualificati del mondo per la trattazione scientifica di problemi che interessano diversi settori: dalla medicina al diritto, dalla storia all’astronomia, dalla filologia alla chimica. Per questo è dato attribuito l’appellativo “città della scienza”.
Nel 1990, a seguito della prima edizione dell’”Atelier Internazionale di Gastronomia Molecolare”, di cui da allora regolarmente si tengono convegni annuali, si ebbe il formale riconoscimento della disciplina della gastronomia molecolare.
Erice Valle: Le principali attività economiche e sociali si svolgono però sulle pendici del monte, nella frazione di Casa Santa, realmente l’unico centro cittadino del comune ericino. L’area a valle è considerata naturale proseguimento del comune di Trapani, in quanto i loro confini sono convenzionalmente segnati da una strada centrale per entrambi i comuni e non, come solitamente accade, da una strada periferica.
Per queste ragioni i cittadini si identificano in un’unica comunità, quella trapanese, offrendo gli uni con gli altri i propri servizi. La mancanza, ad esempio, di un ospedale pubblico (ubicato a Casa Santa) e la presenza invece di un cimitero nel comune di Trapani è la conseguenza del detto: Si nasce ad Erice, e si muore a Trapani. Accade lo stesso per la squadra di calcio, Trapani Calcio, che gioca le proprie partite in casa al Provinciale, proprio nel comune ericino. Paradossalmente anche i litorali affollati nel periodo estivo dai trapanesi appartengono al comune montano. In passato i due comuni, sollecitati da una raccolta di firme, potevano essere fusi in uno, ma vari fattori hanno ostacolato il progetto. Ora si parla anche di un’unificazione tra Valderice e Erice. Inoltre tutte le istituzioni rimarrebbero nella ben più popolosa Valderice, e il comune assumerebbe invece un doppio nome (Comune di Erice e Valderice), comprendendo quindi le frazioni del comune di Erice e quelle del comune di Valderice. In tal modo, la frazione di Casa Santa sarebbe unificata con Trapani, in modo da definire migliori confini comunali. In ogni caso occorrerà un referendum tra la popolazione.
Collegamenti :Oltre che dalla strada statale Trapani-Erice, dal 2005 la vetta del monte è collegata con la valle da una funivia, lungo un tracciato che riprende il percorso della vecchia, da trent’anni inattiva. Le modifiche adoperate sulle strutture hanno permesso di vivere un viaggio di circa 10 minuti su “ovetti” da 8 posti che offrono un paesaggio mozzafiato di un’ampia porzione della Provincia di Trapani.
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